Dal Rizzoli alla Grecia: nuova tappa per l'ortopedico con l'osso in valigia

Comunicato stampa - 31/03/2008

Ha 12 anni e un osteosarcoma al ginocchio destro: un tumore delle ossa alla tibia. Si chiama Giorgia la ragazzina greca ricoverata all’Ospedale Universitario di Patrasso, che ha chiesto l’intervento dell’Istituto Ortopedico Rizzoli per operarla. Un nuovo viaggio, dopo quello della scorsa primavera in Paraguay e alcuni nel frattempo in Italia, per Marco Manfrini, il medico della V Divisione di Chirurgia ortopedico-traumatologica ad indirizzo oncologico del Rizzoli responsabile del modulo “Tumori ossei infantili”. Il Dr. Marco Manfrini con i medici dell'ospedale di PatrassoÈ partito per la Grecia portando con sé un innesto osseo di tibia congelato, fornito dalla Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico del Rizzoli, riferimento per l’Emilia-Romagna e non solo (ogni anno fornisce oltre il 50% del tessuto utilizzato in Italia).

“Gli innesti di osso sono particolarmente adatti quando si tratta di bambini: al contrario delle protesi, che spesso interagiscono troppo con la elasticità delle ossa infantili, l’innesto può essere adattato all’osso. A Giorgia abbiamo ricostruito, con l’innesto, il segmento di tibia asportato per il trattamento del tumore.” Il metodo ricostruttivo utilizzato è originale ed è stato sviluppato negli ultimi dieci anni allo IOR dove è stato impiegato in 15 pazienti con sarcomi ossei della gamba, di età compresa fra i 6 e i 14 anni. “La tecnica consiste nel modellare l’innesto osseo tibiale, rivestendo la superficie articolare con una piccola componente protesica di misura esatta per articolarsi con il femore. L’impianto viene fissato alla porzione restante della tibia con una placca metallica e la capsula articolare del ginocchio viene accuratamente ricostruita attorno all’innesto osseo, ripristinando così una fisiologica mobilità dell’articolazione.” In pratica la bambina potrà presto camminare normalmente.

L’intervento, durato cinque ore, è stato eseguito da Manfrini insieme a due ortopedici dell’Ospedale di Patrasso, con cui il Rizzoli è ora in contatto per collaborare alla definizione del percorso riabilitativo successivo all’operazione, necessario per arrivare al pieno recupero. “Il nostro obiettivo è una rete internazionale che garantisca a tutti i bambini colpiti da questi tumori l’accesso a cure di eccellenza. A livello informale il Rizzoli la sostiene già, attraverso il contributo della Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico – in Grecia, per rimanere all’ultimo caso, non esiste una struttura simile – e la specializzazione dei chirurghi ortopedici messa a disposizione delle strutture che la ricercano. I risultati sono incoraggianti: Santiago, il bambino paraguayano che ho operato l’anno scorso alla spalla con un altro osso fornito dalla nostra Banca, sta bene e usa il braccio operato senza disturbi. Contiamo di poter dire la stessa cosa tra un anno per Giorgia, e per gli altri bambini che forse saremo chiamati ad assistere.”

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Contenuto aggiornato il 30/12/2010 - 16:44
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