A Bangalore ricostruito il femore di un bambino con la collaborazione della BTM
Il paziente è un bambino indiano di nove anni colpito da sarcoma di Ewing al femore sinistro. Il medico che lo segue all’Istituto di Oncologia di Bangalore, dottor Pramod S. Chinder, si rivolge al dottor Marco Manfrini, responsabile presso l'Istituto Ortopedico Rizzoli del Centro di Riferimento Specialistico “Terapie chirurgiche innovative nei sarcomi muscolo-scheletrici dell’età pediatrica”.
Una corrispondenza che dura da marzo fino ad agosto di quest’anno, quando Manfrini vola in India per eseguire l’intervento chirurgico insieme all’équipe indiana. Pochi giorni prima è partito tramite corriere internazionale l’innesto osseo fornito dalla Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico del Rizzoli - in India e nell’Asia Meridionale non c’è una Banca dell’Osso affidabile - al termine di un complesso percorso burocratico: si è trattato infatti di un evento senza precedenti per l’India.
L’intervento chirurgico di resezione intraarticolare di venti centimentri del femore prossimale sinistro e la ricostruzione con l’innesto osseo associato a endoprotesi bipolare cementata, svoltosi dalle 7.45 alle 16 del 5 agosto, è stato seguito da un ottimo decorso postoperatorio. La direzione dell’ospedale, centro principale dell’HCG-Health Care Global Enterprises, che rappresenta la più grande rete di eccellenza per terapie oncologiche dell’Asia Meridionale, ha organizzato un’intervista con la Rete Televisiva Nazionale per illustrare la prima ricostruzione biologica di sarcoma di Ewing in India tramite un innesto osseo massivo, la cooperazione con l’Istituto Rizzoli e la volontà di promuovere la nascita di una Banca dell’Osso a Bangalore.
“Il rapporto con colleghi indiani è stato particolarmente interessante - commenta Manfrini - Il centro visitato presenta ottime infrastrutture e tutte le competenze più aggiornate per le terapie oncologiche. L’esperienza trentennale del Rizzoli nella ricostruzione scheletrica dei pazienti pediatrici con sarcomi ossei rappresenta per loro un punto di riferimento per trattare casi che necessitano comunque nella stragrande maggioranza anche della disponibilità di innesti ossei.”


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