Teche craniche ed altri tessuti autologhi
Eventuali frammenti di tessuto residui dall'intervento chirurgico possono, a discrezione del chirurgo richiedente, essere conservati a disposizione per il paziente stesso, nel caso si ipotizzi un possibile nuovo intervento, a distanza di tempo.
E' possibile anche il recupero di un segmento osseo in caso di evento traumatico (incidente stradale o sul lavoro, per esempio): in tal caso, la struttura sanitaria che ha in carico il paziente può chiedere alla Banca di riferimento (unica autorizzata a conservare e validare) di procedere alla conservazione e all'eventuale trattamento del segmento, in attesa di impianto sul donatore 'proprietario'.
In caso di tessuto proveniente da paziente con trauma stradale, gli operatori BTM provvedono ad eseguire i campionamenti microbiologici (tampone per aerobi, tampone per anaerobi, campione bioptico), dopo le operazioni di pulizia chirurgica (per allontanare parti molli o frammentate) e lavaggio per immersione in soluzione fisiologica sterile (10 minuti), eventualmente addizionata di antibiotico. Una volta eseguiti i test di sterilità, il segmento viene riconfezionato e inviato comunque alla sterilizzazione tramite gammairradiazione.
Teche craniche
La conservazione e/o processazione di teche craniche autologhe, rimosse temporaneamente dal neurochirurgo in seguito a traumi, tumori, aneurismi e malformazioni congenite (patologie che colpiscono circa 1000 nuovi casi l'anno) può essere richiesta alla BTM in caso sia previsto il reimpianto o una ricostruzione cranica, una volta risolto lo stato patologico.
Può essere una necessità occasionale: prendi accordi tempestivi con la BTM (051-6366488).
Può essere un’esigenza sistematica per reparti neurochirurgici: contatta ugualmente la BTM per stipulare una convenzione specifica.
Procedura e documentazione necessaria da inoltrare alla BTM
Per le donazioni di tessuto autologo devono essere seguite procedure analoghe a quelle applicate in caso di tessuto omologo:
- informazione al paziente riguardo la possibilità della conservazione dell'eventuale tessuto asportato, a scopo di successivo impianto nel corso di un prevedibile nuovo intervento;
- garanzia sull'uso esclusivamente autologo del tessuto prelevato;
- raccolta del consenso (M-142). In caso di pazienti minorenni, il consenso dovrà essere rilasciato da entrambi i genitori oppure da chi in quel momento esercita la Patria Potestà oppure dal Giudice Tutelare. In caso di disaccordo tra i genitori, il consenso va richiesto al Giudice Tutelare. In caso di pazienti impossibilitati a firmare (ad esempio, per menomazione) dovrà provvedere il tutore autorizzato. Il consenso deve essere conservato sia nella cartella clinica che presso la documentazione del donatore, alla Banca di riferimento;
- autorizzazione all'eliminazione dello stesso alla scadenza, in caso di mancato utilizzo;
- raccolta dei dati anamnestici;
- test sierologici di screening (HCV-Ab; HIV-Ab; HBsAg; HBcAb totale; TPHA; VDRL), sul campione prelevato al momento della donazione (o entro i 7 giorni seguenti). Vengono generalmente omessi i test di secondo livello (NAT), dato l'uso sul donatore stesso e lo stoccaggio del tessuto autologo in un’area riservata esclusivamente a questo scopo;
- esiti eventuali test microbiologici eseguiti sul tessuto prelevato;
- richiesta (M-263) di trattamento del tessuto, da inoltrare alla BTM;
- scheda di raccolta dati (M-197) per attribuzione codice univoco di identificazione;
- registrazione sia del prelievo che dell'impianto e rintracciabilità di tutti i test e/o manipolazioni eseguite.


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