Prelievo e trattamento dell'epifisi femorale
Requisiti generali
Il blocco operatorio in cui si svolge l’intervento chirurgico, con conseguente prelievo di epifisi femorale, deve avere caratteristiche di impianto, aerazione e controlli dell’aerobiocontaminazione tali da rendere minimo il rischio di contaminazione intraoperatoria. A tal fine, va limitata al massimo l’inutile apertura delle porte.
Tutti i materiali necessari devono essere preparati prima dell’inizio dell’intervento. Durante il prelievo dell’osso, lo strumentista deve dedicarsi completamente al confezionamento. Il chirurgo dovrebbe fermarsi qualche minuto, o comunque eseguire manovre che non richiedano l’aiuto immediato dello strumentista. E' importante sottolineare che in questa fase il chirurgo ha la possibilità di valutare concretamente la qualità dell'epifisi asportata, scegliendo anche di procedere all'eliminazione, se risultasse necrotica.
Nella sala tutti dovrebbero stare lontani dal tavolino porta–strumenti e fermi, evitando movimenti non necessari, specie se rapidi, per evitare l’aerobiocontaminazione dell’epifisi femorale. Il tavolino con gli strumenti sterili è coperto durante la preparazione del campo chirurgico. Lo strumentista si cambia i guanti prima di ricevere l’osso. La testa del femore prelevata dal chirurgo è data allo strumentista, evitando il contatto diretto con la mano.
Lo strumentista esegue l’esame batteriologico e bioptico.
Trattamento del segmento da conservare (vedi poster epifisi)
Prelievo dell'osso in condizioni di sterilità.
Eliminazione dei tessuti molli.
Prelievo per esami colturali di controllo (aerobi, anaerobi, miceti):
- prelevare con la Luer un frammento bioptico dalla spongiosa ed inserirlo sterilmente in un contenitore per urinocoltura: da qui, con l'aggiunta di idonei terreni, si evidenzierà una eventuale contaminazione di germi aerobi e miceti (l'epifisi femorale sarà impiantabile se non si determinerà nessun sviluppo di flora microbica a non meno di 7 giorni di osservazione; la BTM IOR sta valutando la possibilità di organizzare un controllo a 14 giorni: la durata del periodo di osservazione è questione ancora controversa nella comunità scientifica);
- strisciare su tutta la superficie dell'osso il tampone della provetta vacutainer e seguire correttamente tutte le istruzioni della ditta produttrice: da questo campione si evidenzierà l'eventuale contaminazione di germi anaerobi.
Confezionamento:
- inserire il segmento nelle due buste di plastica sterile;
- riporre nell'apposito contenitore di plastica.
L'infermiere di sala prende in consegna l'osso confezionato ed i campioni per le analisi batteriologiche, per le opportune operazioni di etichettatura.
Le buste di plastica ed i contenitori crioresistenti necessari alle strutture di prelievo convenzionate, vengono forniti dalla BTM; è sufficiente prendere accordi telefonici su tempi e modalità di consegna del materiale.
EPIFISI PICCOLA
Peso < 70 grammi
Dimensioni cotile: ≤ 48 mm circa
EPIFISI MEDIA
Peso: tra 70-100 grammi
Dimensione del cotile: tra 50-54 mm circa
EPIFISI GRANDE
Peso > 100 grammi
Dimensione cotile: > 54 mm circa
Etichettatura
Deve essere applicata esternamente, sul contenitore, un'etichetta non rimovibile ed idrorepellente, con i seguenti dati:
- cognome e nome del donatore;
- data di nascita;
- data di prelievo;
- dimensioni del segmento (si consiglia di segnalare il diametro della protesi inserita);
- numero dell'epifisi femorale (diverso per ogni segmento) per poter risalire, in qualunque momento, ai dati del donatore.
E' opportuno apporre sul contenitore, un bollino rosso che ne rende evidente l'inidoneità.
E' consigliabile l'utilizzo di moduli che attestino il prelievo (vedi modello).
Conservazione
Al termine delle suddette operazioni il segmento deve essere congelato, nel più breve tempo possibile, ad una temperatura di '80° C in congelatore idoneo, provvisto di allarmi e registratore grafico di temperatura.
Il tessuto prelevato può essere mantenuto temporaneamente ad una temperatura non superiore a 10° C, fino a trasferimento nella struttura di conservazione definitiva; entro 12 ore dalla donazione comunque, dovrà essere posto in congelatore, a temperatura uguale o inferiore a - 80° C.
Attenzione! Non tenere materiale non idoneo all'impianto con materiale ancora validato. Se non possiedi due distinti congelatori, comunque separa in modo inequivocabile i ripiani e fai in modo che non sia possibile a tutti l'apertura dello scomparto destinato a ciò che è segregato, in attesa di essere inviato alla Banca IOR per la validazione.


ShareThis


