Storia

Da diversi decenni, all'Istituto Ortopedico Rizzoli, si trapiantano innesti ossei sostitutivi in chirurgia ortopedica, utilizzando principalmente i prelievi da donatore vivente (teste di femore prelevate nell'intervento di protesizzazione dell'anca).

Negli anni 50, il Prof. Zanoli utilizzava già grandi segmenti ossei per ottenere artrodesi del ginocchio, dopo la resezione del tumore. Negli anni 60, il Prof. Gui iniziò il prelievo da cadavere per ottenere innesti ossei: i risultati si dimostrarono insoddisfacenti, principalmente a causa della non ottimale metodica di prelievo e di conservazione degli innesti.
Risale al 4 giugno 1962 il primo Decreto Ministeriale autorizzativo al prelievo di segmenti ossei, poi più volte rinnovato ed esteso. Solo a partire dagli anni 80, il compianto Prof. Campanacci ha ripreso l'utilizzo di innesti massivi da cadavere nel trattamento delle neoplasie ossee; negli anni dal 1991 al 1996, in regime di autorizzazione ministeriale, sono stati eseguiti oltre 250 trapianti ossei massivi o osteoarticolari in resezioni chirurgiche per tumore osseo.

I grandi segmenti ossei da impiantare venivano acquistati presso altre Banche europee, con conseguente allungamento dei tempi e dispendio economico.

Nel gennaio 1997, la Banca del Tessuto Muscoloscheletrico è stata affidata alla gestione del Servizio di Immunoematologia Trasfusionale, sotto la direzione del Dr. Pier Maria Fornasari che ha avviato un intenso processo orientato al miglioramento qualitativo ed al potenziamento dell'attività, per rispondere alle esigenze della chirurgia ortopedica. Da subito, la BTM ha costituito una propria èquipe di prelievo di tessuto da donatore deceduto.

Il Centro regionale di Riferimento Trapianti ha offerto il proprio insostituibile supporto organizzativo, mettendo a disposizione la rete telematica di comunicazione, ed inserendo l'équipe dei chirurghi ortopedici del Rizzoli tra quelle coinvolte nel prelievo di tessuti da donatori, provvedendo all'esecuzione delle analisi di idoneità, fornendo le sale operatorie ed il personale di supporto.
Con l’emanazione della legge 91/99, la BTM è stata identificata come struttura di eccellenza di riferimento per la Regione Emilia-Romagna che contribuisce al potenziamento delle dotazioni strutturali con finanziamenti annuali per la raccolta, la conservazione, la validazione e la distribuzione di tessuto muscolo-scheletrico.

Da iniziale struttura di raccolta, stoccaggio e distribuzione del tessuto osteotendineo, la BTM ha implementato una struttura produttiva in ambiente a contaminazione controllata, affiancando al taglio dell’osso congelato anche manipolazioni più complesse quali la liofilizzazione, la demineralizzazione, la produzione di paste d’osso estrudibili. Dal 2006, la BTM è diventata Banca delle Cellule e del Tessuto Muscoloscheletrico e ha raccolto la sfida della medicina rigenerativa in ambito ortopedico, implementando una Cell Factory per la manipolazione cellulare estensiva in cleanroom ed un laboratorio di controllo qualità, organizzati secondo le normative di Good Manufacturing Practice e autorizzati AIFA, finalizzati alla produzione e controllo di tessuti ingegnerizzati.
Oggi, processa tessuti muscoloscheletrici e svolge attività di consulenza, assistenza e formazione anche per altre banche.
Dal momento della sua attivazione sino a fine 2016, la BTM ha distribuito oltre 75.000 tessuti muscoloscheletrici dprovenienti da 991 donatori multiorgano e tissutali e da circa 18.500 donatori viventi di epifisi femorale.

 

Cosma e Damiano

Contenuto aggiornato il 05/09/2019 - 09:58
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