Alterazioni della deambulazione

La deambulazione è una funzione propria di tutti gli organismi viventi e consiste nello spostamento reciproco di tutti i segmenti corporei nell'ambiente attraverso una sequenza di movimenti la cui struttura è stabile e tipica sostanzialmente per tutti gli esseri umani. Essendo una funzione complessa che interessa tutti i muscoli e le articolazioni del nostro corpo, e fondamentale nella interazione con l'ambiente circostante, è chiaro che le affezioni che possono interferire con il cammino sono numerosissime e di svariata natura.

La prevenzione, l'eliminazione e il contenimento della disabilità inizia con il comprendere i segni esterni della malattia i cui effetti possono essere disabilitanti nelle attività della vita quotidiana. Compito dell'analisi osservazionale del cammino è dunque di analizzare, in associazione alla visita clinica, la varietà dei segni motori che le patologie possono determinare nei pazienti. La valutazione funzionale è dunque l'analisi del segno, cioè l'elemento che caratterizza l’anomalia del cammino.

Le patologie che possono interferire con la deambulazione sono numerosissime e interessano sia il controllo nervoso della locomozione (trasmissione nervosa, coordinazione) sia l’apparato effettore (muscoli, legamenti e articolazioni) con compromissione delle normali modalità di appoggio e di spostamento.

Tra le principali patologie neurologiche troviamo:

  • esiti di Paralisi Cerebrale Infantile, gli esiti di ictus, di mielolesioni;
  • sindromi extrapiramidali (es M. di Parkinson);
  • sindromi cerebellari;
  • miopatie;
  • esiti di poliomielite;
  • Sclerosi Multipla;
  • neuropatie ereditarie;
  • neuropatie periferiche.

Tra le patologie ortopediche troviamo invece:

  • lussazione congenita dell’anca;
  • osteoartrosi dell’anca e del ginocchio;
  • malattie reumatiche;
  • sindromi dolorose muscolo-scheletriche;
  • esiti di interventi chirurgici dell’apparato locomotore e del rachide;
  • tutte le patologie del piede.

L'analisi del cammino e' dunque un aspetto di grande importanza per il riabilitatore che venga a contatto con problematiche relative alla lesione di questa funzione per una adeguata diagnosi riabilitativa che consiste nell’individuazione della menomazione, del gradiente di modificabilità, delle modalità e gli strumenti più utili all’intervento e dei tempi necessari.

Autore: Prof.ssa Maria Grazia Benedetti, Direttore della Struttura Complessa di Medicina Fisica e Riabilitativa, Istituto Ortopedico Rizzoli.

Contenuto aggiornato il 06/07/2018 - 15:33
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