Responsabile
Coordinatore infermieristico
Per informazioni
Segreteria della Sezione
tel. 051-6366482
fax 051-6366177
e-mail segreteria.multispec@ior.it
Ubicazione
Istituto Ortopedico Rizzoli
via G.C.Pupilli, 1
40136 Bologna
(3° piano ala nuova)
Attività ambulatoriali
Chirurgia ricostruttiva articolare dell'anca e del ginocchio
La Struttura Semplice Dipartimentale di Chirurgia ricostruttiva articolare dell'anca e del ginocchio (ex Sezione A di Chirurgia ortopedico-traumatologica e Modulo del Bacino) comprende un reparto di degenza, un ambulatorio medico per visita specialistiche e una sala di medicazione. Dispone di 12 posti letto distribuiti in 4 camere (ciascuna con tre letti e bagno).
E' assicurata la presenza di un medico di guardia di reparto dalle ore 8 alle ore 20, nei giorni dal Lunedì al Venerdì, e dalle ore 8 alle ore 14 nella giornata di Sabato. Per ogni turno sono presenti almeno due infermieri. La responsabile dell'assistenza infermieristica è presente dal Lunedì al Sabato dalle ore 7 alle ore 13. Vengono effettuate 3 sedute operatorie settimanali ed una seduta al mese di day surgery.
Attività clinica
La principale attività chirurgica della Struttura Semplice Dipartimentale di Chirurgia ricostruttiva articolare dell'anca e del ginocchio è rappresentata dalla chirurgia protesica dell'anca e del ginocchio, sia primaria che di revisione. Un particolare interesse è rivolto alla chirurgia ricostruttiva nei pazienti affetti da displasia congenita dell'anca e delle coxartrosi secondarie a fratture acetabolari. L'avvento di nuove tecniche, soprattutto incentrate sulla "mininvasività" ha consentito un miglioramento del decorso post-operatorio ed un recupero funzionale più rapido.
I pazienti trattati presentano spesso quadri clinici peculiari, caratterizzati da gravi deformità articolari con compromissione sia dei capi articolari sia delle strutture mio-capsulo-ligamentose periarticolari, per cui l'intervento chirurgico, ad esempio di protesizzazione del ginocchio, richiede esperienze specifiche.
Il recupero funzionale è assai rapido: nella prima giornata il paziente inizia la mobilizzazione attiva e passiva dell'articolazione; in seconda giornata viene verticalizzato ed inizia il programma di rieducazione alla deambulazione; nella quarta o quinta giornata il paziente viene dimesso. In numerosi pazienti accuratamente selezionati, soprattutto sulla scorta delle caratteristiche somatiche, viene utilizzata una tecnica chirurgica mini-invasiva con particolare conservazione delle strutture anatomiche ed un recupero funzionale ancora più rapido.
Nella protesizzazione primaria dell'anca vengono utilizzati impianti differenti a seconda della qualità del tessuto osseo, della morfologia dei capi articolari e della patologia in causa; prevale l'utilizzazione di componenti non cementate, con accoppiamento ceramica-polietilene o ceramica-ceramica.
Nella protesizzazione primaria del ginocchio si utilizzano pressoché costantemente impianti a stabilità posteriore. Infine nella chirurgia protesica di revisione la scelta degli impianti è estremamente variabile perché i fattori da considerare sono molteplici e variamente combinati.
Di recente sono state introdotte nuove tecniche e competenze specifiche nell’ambito della chirurgia conservativa dell’anca (“hip preserving surgery”), atte a prevenire o ritardare l’artrosi e l’eventuale protesizzazione dell’anca . Tali tecniche sono rivolte a pazienti che presentano malformazioni anatomiche quali il conflitto femoro-acetabolare o la displasia d’anca.
Tali malformazioni rappresentano una delle principali cause di pubalgia nel giovane adulto con possibile evoluzione in quadri conclamati di artrosi d’anca, se non tempestivamente diagnosticate e trattate. La possibilità di eseguire interventi (artroscopia d’anca, osteotomie correttive) che preservino l’articolazione femoro-acetabolare rappresenta una valida strategia di trattamento in questo tipo di pazienti.
Attività di ricerca
E' in corso la revisione dei casi di:
- componente acetabolare impiantata in pazienti affetti da coxartrosi in esiti di frattura dell'acetabolo;
- pazienti operati di artroprotesi per lussazione congenita "alta" dell'anca;
- pazienti operati con protesi acetabolare in Tantalio (follow-up minimo 5 anni), i cui risultati sono stati presentati, congiuntamente a quelli dello studio analogo condotto presso l'Hospital for Special Surgery di New York, ad un congresso che si è svolto a Chicago nall'autunno 2007;
- pazienti operati di protesi di ginocchio con modelli protesici diversi, valutando la funzione rotulea.
Il Dr. Ermanno Martucci è il cordinatore di un progetto di studio europeo sulla protesizzazione dell'anca con tecnica mininvasiva, ed è inoltre coinvolto in un progetto analogo inerente la chirurgia protesica del ginocchio, sotto l'egida del Dipartimento di Chirurgia del Ginocchio dell'Hospital for Special Surgery di New York.
La nostra Unità è attualmente in collaborazione con il Dipartimento di Patologia Sperimentale dell’Università di Bologna per lo studio dei fenomeni clinico-macroscopici e bio-molecolari legati all’invecchiamento muscolare (Sarcopenia). Tale collaborazione è finanziata con fondi del progetto europeo “MYOAGE: Understanding and Combating age-related muscle weakness” (www.myoage.com).
Inoltre in collaborazione con il laboratorio di Immunoreumatologia e Medicina Rigenerativa abbiamo iniziato un’attività di ricerca sulla differenziazione in senso osteogenico e condrogenico di cellule staminali derivate da tessuto adiposo (finanziata con fondi del progetto europeo ADIPOSE DERIVED STROMAL CELLS FOR OSTEOARTHRITIS TREATMENT: “LIRT-ADIPOA”), e sul ruolo della patologia meniscale nella genesi dell’artrosi di ginocchio.
La nostra attività di ricerca è inoltre focalizzata sull’analisi della prevalenza nella popolazione generale delle deformità ossee alla base del conflitto femoro-acetabolare ed il possibile ruolo nella genesi dell’artrosi dell’anca e lo sviluppo di nuovi protocolli diagnostici e terapeutici per il trattamento di tali deformità.

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