Radiologia interventistica angiografica

Foto del Dr. Giuseppe RossiLa Struttura Semplice Dipartimentale (SSD) di Radiologia Interventistica Angiografica ha come mission l'erogazione di prestazioni di radiologia interventistica angiografica, prevalentemente in campo oncologico, in aggiunta all'intervento chirurgico od in sostituzione dello stesso. La Struttura effettua anche prestazioni di radiologia interventistica angiografica a supporto delle unità operative ortopediche (emorragie postchirurgiche).

Attività clinica

In particolare l'attività clinica in campo oncologico consiste in interventi di embolizzazione arteriosa - una metodica di radiologia interventistica il cui scopo è di sopprimere l'apporto vascolare di una neoformazione provocando l'occlusione dei vasi afferenti con conseguente necrosi ischemica della lesione.

La procedura viene eseguita in anestesia locale (in anestesia generale nei pazienti pediatrici). Previa puntura dell'arteria femorale comune all'inguine (vie di accesso alternative: omerale od ascellare) si introduce sotto controllo fluoroscopico il catetere per via retrograda al fine di raggiungere la lesione da embolizzare. Viene quindi eseguito, mediante l'introduzione di mezzo di contrasto attraverso il catetere, l'esame diagnostico (angiografia) per la precisa valutazione del tipo e grado di vascolarizzazione della lesione.

Sala angiografica: procedura embolizzante in corsoSe da tale studio emerge la fattibilità della procedura, viene introdotto un materiale embolizzante che occluderà i vasi patologici. La procedura può essere ripetuta anche più volte a distanza di tempo. In assenza di complicanze è sufficiente una degenza di 24-48 ore.

L'embolizzazione arteriosa, utilizzata prevalentemente in patologia non ortopedica, ha trovato negli ultimi anni vaste applicazioni nell'ambito dell'oncologia dell'apparato muscolo-scheletrico, in particolare per i pazienti affetti da lesioni tumorali dell'apparato muscolo-scheletrico:

  • benigne;
  • maligne primitive non operabili (dove la chirurgia radicale non è possibile);
  • maligne secondarie (metastasi).
Contenuto aggiornato il 11/01/2012 - 15:00
Redazione contenuti: Dr. Giuseppe Rossi (giuseppe.rossi@ior.it)
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