Termoablazione con radiofrequenza delle lesioni del sistema muscolo-scheletrico

Introduzione

La termoablazione a radiofrequenza (RF) con approccio percutaneo TC-guidato sta riscuotendo crescente attenzione nel trattamento delle lesioni focali del sistema muscolo-scheletrico.

La termoablazione a RF sfrutta le onde lunghe delle radiazioni elettromagnetiche per produrre una coagulazione termica. La prima applicazione medica (cordotomia percutanea) risale agli anni sessanta; successivamente la termoablazione a RF é stata utilizzata per trattare la nevralgia del trigemino e, più di recente (anni novanta), e' stata applicata alla patologia del sistema muscolo-scheletrico.

In particolare, il trattamento dell'osteoma osteoide con RF e' diventata la terapia di elezione; studi recenti hanno anche dimostrato la possibilità di trattare in sicurezza e con efficacia le metastasi ossee, ottenendo il miglioramento o la risoluzione della sintomatologia dolorosa del paziente, spesso non controllata in modo efficace e duraturo con altre terapie.

Indicazioni

  • Osteoma osteoide
  • Metastasi ossee e delle parti molli
  • Lesioni benigne dolorose (herniation pith, geodi)
  • Lesioni benigne ad aggressività locale (condroblastoma epifisario o vertebrale, cordoma, tumore gigantocellulare) e loro recidive chirurgiche
  • Piccoli ascessi di Brodie

Il trattamento delle predette lesioni e' possibile nelle localizzazioni dello scheletro sia appendicolare che assiale (rachide compreso).

Controindicazioni

  • Difetti della coagulazione
  • Infezioni

Esami da eseguire

  • Esame radiografico
  • Scintigrafia ossea trifasica con TC99m
  • Tomografia computerizzata
  • Risonanza magnetica (in alcuni casi)

Il trattamento di termoablazione con RF prevede di norma il ricovero per una notte.

Casistica

Presso il Servizio di Radiologia degli Istituti Ortopedici Rizzoli, dal giugno 2001, sono state eseguite oltre 600 procedure di termoablazione con RF, la maggior parte delle quali in pazienti affetti da osteoma osteoide, tra i quali 22 con localizzazioni al rachide cervicale, toracico, lombare (si vedano le figg. 1a, 1b; figg. 2a, 2b; fig. 3) e sacrale.

Considerazioni

La termoablazione a RF è una tecnica ormai collaudata nel trattamento dell'osteoma osteoide e dimostra parecchi vantaggi rispetto all'intervento chirurgico, soprattutto nelle localizzazioni articolari e vertebrali. La ridotta invasività della procedura consente una riduzione rilevante del costo biologico e di gestione del paziente. Le complicanze e altri fattori di morbilità sono in ogni caso inferiori alla procedura chirurgica e di scarsa rilevanza. Il risultato clinico e il rischio di insuccesso sono migliori rispetto all'intervento chirurgico e la ripresa della vita normale è immediata e praticamente senza restrizioni. Sebbene l'esperienza maturata nel trattamento mediante termoablazione con RF degli osteomi osteoidi a sede rachidea sia limitata è verosimile che in futuro tale procedura sarà sempre più utilizzata poiché offre ulteriori ed importanti vantaggi.

Il trattamento con RF delle metastasi ossee è stato proposto ed attuato solo da pochi anni ma ha già ottenuto numerose conferme e notevoli consensi sulla efficacia nel controllo del dolore quando la radio- e/o la chemioterapia non sono attuabili e/o efficaci e si voglia sostituire o integrare la terapia con oppiacei. Permette con una procedura mini-invasiva, paragonabile a quella che si effettua per il trattamento degli osteomi-osteoidi, di controllare per qualche mese il dolore neoplastico, con notevole beneficio fisico e psichico del paziente.

Abbiamo anche trattato con risultati incoraggianti qualche recidiva chirurgica di lesione neoplastica benigna ad aggressività locale (cordoma, condroblastoma vertebrale, tumore gigantocellulare).

L'esperienza maturata nella termoablazione con RF di alcune lesioni del sistema muscolo-scheletrico ci induce a ritenere che le indicazioni a tale trattamento possano essere allargate, con molta cautela, ad altre lesioni termosensibili.

In conclusione possiamo affermare che la procedura di termoablazione con RF delle lesioni del sistema muscolo-scheletrico ha dimostrato in alcuni casi indubbia efficacia tanto da farla preferire alle terapie adottate in precedenza, in altri casi può essere alternativa o integrarsi con le altre possibilità terapeutiche.

Immagini

Figure 1a e 1b - La scansione TC sul piano trasversale (fig. 1a) e  la ricostruzione su quello sagittale (fig. 1b) evidenziano la presenza  di un piccolo osteoma osteoide del peduncolo Ds di L2 che aggetta nel  forame di coniugazione.

 

Figure 2a e 2b - La scansione TC sul piano trasversale (fig. 2a) e  la ricostruzione su quello sagittale (fig. 2b) dimostrano il corretto  posizionamento dell'agoelettrodo (22G). Dopo 10 ore dalla termoablazione  il paziente non ha più accusato il tipico dolore da osteoma osteoide.

Figura 3 - Il controllo con RM, eseguito dopo 15 mesi dalla  procedura, non fa più apprezzare l'osteoma osteoide; le strutture  foraminali sono indenni; sono ancora presenti modesti fenomeni  riparativi nella sede della termoablazione.

 

Aurore: Dr. Ugo Albisinni, Direttore della Struttura Complessa Radiologia diagnostica e interventistica, Istituto Ortopedico Rizzoli.

Scheda informativa revisionata il: 12 ottobre 2011.

Contenuto aggiornato il 27/09/2013 - 16:08
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