Polimialgia reumatica

La Polimialgia Reumatica (PMR) è una malattia infiammatoria che compare soprattutto dopo i 50-60 anni ed è caratterizzata da dolore muscolare e rigidità delle spalle, del collo e a volte delle anche, con sensazione di debolezza muscolare e importante limitazione dei movimenti che coinvolgono tali articolazioni, come quelli eseguiti per pettinarsi, vestirsi, alzarsi da una sedia o dal letto. Una minoranza di pazienti può presentare dolore e gonfiore ad un’articolazione periferica, come mani, piedi, ginocchia, etc. La sintomatologia è più spiccata al mattino al risveglio e durante la notte. A volte si associano a febbre, dimagramento, stanchezza, inappetenza, depressione.

La diagnosi si pone visitando il paziente, raccogliendo le informazioni relative alla storia clinica e documentando agli esami di laboratorio un aumento degli indici di infiammazione (velocità di eritrosedimentazione, VES; proteina C reattiva, PCR); a volte è presente anemia, che si riduce con la guarigione dalla malattia poiché è secondaria al processo infiammatorio. Gli esami strumentali non sono specifici ma possono confermare il sospetto diagnostico: per esempio un’ecografia delle spalle può evidenziare i segni di infiammazione in queste articolazioni.

Reperti ecografici nella spalla di pazienti con Polimialgia Reumatica (PMR)

La terapia d’elezione della polimialgia sono i corticosteroidi (cortisone) che di solito vengono assunti per alcuni mesi; tuttavia una cospicua percentuale di pazienti necessita della terapia per lunghi periodi di tempo (a volte con periodi di interruzione), anche di anni, poiché la malattia può andare incontro a riacutizzazioni. Nei pazienti che a causa della presenza di altre malattie o di effetti collaterali o di inefficacia non possono fare uso di cortisone, possono essere utilizzati dei farmaci immunosoppressori, come il metotrexate.

In alcuni casi la polimialgia può associarsi o essere complicata da un’infiammazione dei vasi sanguigni più frequentemente di quelli localizzati in corrispondenza delle tempie (arterie temporali) dando un quadro clinico definito come “arterite temporale”. Il sospetto si pone quando il paziente riferisce un’improvvisa comparsa o il peggioramento (se preesistente) di una cefalea della regione temporale, associata o meno a senso di pulsazione dei vasi. Altri sintomi possono essere un’improvvisa comparsa o peggioramento di disturbi della vista, debolezza dei muscoli del volto durante la masticazione. In questi casi il paziente deve rivolgersi a un medico (il Reumatologo o in sua assenza il Medico di Medicina Generale o al Pronto Soccorso) per poter iniziare la terapia il più rapidamente possibile.

Infiammazione dell'arteria temporale in corso di PMR.

 

Autori: Prof. Riccardo Meliconi e Dr.ssa Luana Mancarella, Struttura Semplice Dipartimentale di Medicina e Reumatologia, Istituto Ortopedico Rizzoli.

Scheda informativa revisionata il: 29 Giugno 2017.

Contenuto aggiornato il 06/07/2017 - 10:32
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