Ortopedia generale

La Struttura Complessa di Ortopedia Generale del Dipartimento Rizzoli-Sicilia è composta da un reparto di 34 posti letto, diviso in due sezioni da 17 posti letto ciascuna. Le camere sono a 2 letti, tranne due camere a 1 posto letto, e sono tutte dotate di bagno. Oltre ai ricoveri in regime ordinario, che prevedono almeno una notte di permanenza in ospedale, sono previsti ricoveri in regime di day surgery, dove vengono eseguiti piccoli interventi chirurgici, o day hospital medico, per approfondimenti diagnostici, che prevedono la dimissione del paziente nella stessa giornata del ricovero, senza pernottamento in ospedale. Tutte le mattine dal lunedì al venerdì sono attivi due ambulatori specialistici ortopedici.

Attività di sala operatoria al Dipartimento Rizzoli-Sicilia

Attività Clinica

L’attività clinica si sviluppa nei tradizionali campi di interesse clinico e di ricerca dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. In particolare, nella Struttura Complessa di Ortopedia Generale vengono affrontate le seguenti problematiche cliniche:

  • Patologia dell’anca: rappresenta uno degli ambiti più sviluppati nel dipartimento. Vengono eseguiti interventi di protesi d’anca con vari accessi chirurgici, con particolare attenzione alle tecniche chirurgiche mini-invasive eseguite sia tramite approccio anteriore che posterolaterale, miranti a ridurre il trauma chirurgico sui tessuti e velocizzare il recupero. Viene privilegiato l’utilizzo di materiali innovativi come il titanio poroso e la ceramica, oltreché l’impiego di protesi meno voluminose, in grado di ridurre la quantità di osso sacrificata per impiantare la protesi stessa. Particolare attenzione viene rivolta al trattamento protesico in caso di esiti di gravi patologie dell’anca, come la displasia congenita, l’epifisiolisi, il perthes.  Vengono eseguiti interventi chirurgici di osteotomia correttiva in caso di gravi deformità del femore prossimale in pazienti giovani, ed interventi di chirurgia conservativa in caso di patologie dell’anca che comportino alterazioni della meccanica articolare in grado, se non trattate, di condurre ad artrosi secondaria precoce. Un ruolo di fondamentale importanza riveste la chirurgia da revisione degli impianti protesici mobilizzati o in caso di infezione, con l’utilizzo di tutti le soluzione protesiche più moderne ed innovative oltreché di innesti ossei e sostituti ossei per colmare i gravi difetti ossei derivanti dal fallimento meccanico dell’impianto protesico che si va a revisionare.
  • Patologie del ginocchio: anche la chirurgia protesica del ginocchio occupa un ampio spazio nell’attività chirurgica del dipartimento. Oltre agli interventi tradizionali di protesizzazione per artrosi, vengono impiegate le tecniche innovative di protesi con navigatore, ed impiantate protesi in casi di artrosi con grave deformità in varo o in valgo del ginocchio. Particolare rilievo ha anche l’attività di revisione degli impianti mobilizzati o infetti. Nei casi di deformità del ginocchio in pazienti più giovani vengono eseguite osteotomie correttive. Viene infine gestita tutta la patologia legata a alle lesioni dei menischi e dei legamenti crociati, le lesioni dei tendini e della cartilagine articolare. Inoltre vengono trattate le lesioni osteocondrali con tecniche di medicina rigenerativa del tessuto cartilagineo utilizzando cellule staminali;
  • Patologie della spalla: vengono trattate patologie quali le lesioni della cuffia dei rotatori, le sindromi da impingement dello spazio sotto acromiale, le tendinopatie calcifiche e le instabilità croniche come la lussazione abituale della spalla, in quest’ultimo caso sia con tecnica artroscopica che con tecnica open. Vengono eseguiti inoltre interventi di protesizzazione della spalla nei casi di grave degenerazione artrosica.
  • Patologie della caviglia e del piede: vengono trattate le deformità delle dita come l’alluce valgo, le dita in griffe e le dita a martello, le deformità del retropiede come il piede piatto ed il piede cavo, e gli esiti delle deformità congenite come il piede torto. In particolare, viene eseguita ambulatorialmente la correzione progressiva delle gravi deformità del piede del neonato con gessi.
  • Patologie della colonna vertebrale dell’adulto come la lombalgia dovuta alla patologia degenerativa dell’adulto, ernia del disco e/o stenosi vertebrale: il trattamento della lombalgia viene affrontato in maniera multidisciplinare tra il medico ortopedico, il medico fisiatra, il medico terapista del dolore, ed il radiologo interventista. Vengono pertanto individuati percorsi terapeutici specifici che spaziano dalla cura riabilitativa e farmacologica, fino ad arrivare agli interventi chirurgici. Vengono eseguiti interventi chirurgici correttivi per le scoliosi.
  • Esiti di traumi: le gravi fratture, talvolta, per la loro gravità non guariscono ed esitano in pseudoartrosi o in ritardo di consolidazione, oppure guariscono con deviazioni dell’asse o con accorciamento e possono necessitare di ulteriori interventi correttivi per migliorare il risultato funzionale.
  • Malattie tumorali delle ossa o dei muscoli: in caso di sospetto di malattie di natura tumorale, vengono eseguiti tutti gli esami di accertamento di tipo radiologico (risonanza magnetica nucleare, tac, scintigrafia ossea), inclusi i prelievi bioptici per eseguire la diagnosi istologica a cura del Servizio di Anatomia Patologica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e per impostare il migliore trattamento. Una volta compreso il tipo di patologia tumorale, si procede all’intervento chirurgico necessario, impiegando se necessario megaprotesi o innesti ossei massivi per ricostruire il segmento osseo che è stato asportato a causa della malattia tumorale.

Attività di Ricerca

L’attività di ricerca in campo clinico si sviluppa nello studio dei risultati clinici dei nuovi impianti protesici di anca e di ginocchio, nella valutazione dei migliori sistemi diagnostici per l’individuazione delle infezioni periprotesiche, nello studio di innovativi materiali di rivestimento che riducano il rischio di infezione a seguito di interventi di protesizzazione primaria dell’anca, nella valutazione dei risultati clinici legati all’impiego di tecniche chirurgiche mini-invasive.

Contenuto aggiornato il 11/07/2018 - 15:37