Chirurgia della spalla e del gomito

La Struttura Complessa di Chirurgia della spalla e del gomito è costituita da 11 posti letto in 4 camere (3 con tre letti, ed una da 2) con bagno in camera. Vengono effettuate 4 sedute operatorie settimanali e una seduta al mese di day surgery presso l'Istituto. Il medico di reparto è presente tutti i giorni dalle 7.30 alle 13.30. La visita generale viene effettuata 2 volte alla settimana (lunedi ed il giovedi). Per ogni turno sono presenti 2 infermieri. La responsabile dell'assistenza infermieristica è presente dal Lunedì al Sabato dalle ore 7 alle ore 13.

Attività clinica

La Struttura Complessa di Chirurgia della spalla e del gomito è nata nel 2000 con lo scopo di concentrare il proprio campo di interesse sulla patologia della spalla e del gomito.
Fig. 1: Schema sutura in artroscopia della cuffia dei rotatori (Scuola Disegno Anatomico IOR)
 
Tali interventi sono nella quasi totalità dedicati alla cura delle patologie della spalla (rotture della cuffia dei rotatori, lussazioni recidivanti e lassità articolare, artrosi primitiva o secondaria, fratture dell’omero, della scapola e della clavicola, lussazioni acromion claveari e sterno claveari, mancate consolidazioni di fratture) e del gomito (fratture e fratture lussazioni, instabilità articolari, artrosi, rigidità primitiva o post-traumatica, mancate o viziose consolidazioni), e dell’avambraccio (fratture, mancate consolidazioni, instabilità come sindrome di Essex-lopresti).
Le sindromi da conflitto, le rotture della cuffia dei rotatori e l’instabilità articolare della spalla vengono operate in artroscopia secondo le tecniche più innovative (con microviti e strumenti dedicati), utilizzando però ancora la chirurgia aperta in tutti i casi in cui l’artroscopia non offra migliori garanzie di risultato. Gli strumentari e i dispositivi utilizzati sono i più innovativi, come quando possibile ancorette di solo filo, riassorbibili o radiotrasparenti.
Allo stesso modo l’artroscopia del gomito trova indicazione nella rimozione di corpi mobili, nel trattamento delle rigidità artrosiche o post-traumatiche, nella cura delle patologie cartilaginee (come l’osteocondrite disseccante dei giovani sportivi) e nel trattamento di alcune particolari fratture intrarticolari (capitello radiale, capitulum humeri o coronoide) affiancando senza sostituire la chirurgia aperta.
 Fig. 2: Artroscopia del gomito: immagine intraoperatoria
Le affezioni degenerativo-artrosiche avanzate della spalla e del gomito vengono trattate con intervento di sostituzione protesica allo scopo di garantire un movimento senza dolore in pazienti anziani ancora attivi od in pazienti più giovani con gravi alterazioni articolari posttraumatiche.
Negli ultimi anni le protesi articolari di spalla e le protesi articolari di gomito hanno visto una profonda evoluzione con sistemi sempre più ‘anatomici’ (cioè simili alla anatomia della articolazione sana). La continua ricerca nel campo della mini invasività e dello sviluppo dei materiali ci permette, quando indicato, di utilizzare protesi a stelo corto, soluzione che consente di rispettare maggiormente l'anatomia del paziente e di preservare quanto più tessuto osseo ospite, al fine di velocizzare il recupero post operatorio e limitare le possibili complicanze.
Fig. 3: Artrosi della spalla trattata con impianto di protesi a stelo corto rivestita in pirocarbonio
Nei pazienti con rottura irreparabile della cuffia dei rotatori e che sino a poco tempo fa erano costretti ad una limitazione funzionale pressochè completa trova oggi indicazione la cosiddetta 'protesi inversa' dove si assiste alla inversione della forma delle superfici articolari.
 
Fig. 4: Protesi inversa della spalla
Nel campo della chirurgia protesica e ricostruttiva utilizziamo le più moderne tecnologie di calcolo e di simulazione pre-operatoria al computer: prima dell'intervento le componenti protesiche o gli innesti ossei sono virtualmente posizionate sulla elaborazione delle immagini diagnostiche del paziente stesso, in modo da valutare con precisione eventuali criticità riscontrabili in corso di intervento chirurgico. Questo permette di ottenere sempre più maggior precisione, maggior durata e migliori risultati degli impianti protesici utilizzati.
Fig. 5: Elaborazione pre-operatoria al computer, con posizionamento virtuale dell'impianto protesico sull'anatomia del paziente
Fig. 6: Elaborazione pre-operatoria al computer in chirurgia ricostruttiva del gomito con utilizzo di sistemi stampati in 3D
Anche per il trattamento delle fratture gli strumenti di sintesi si sono evoluti (sistemi endomidollari e placche in titanio, più resistenti e meglio conformate, con migliore tenuta delle viti nell’osso e sulle placche) fino a fornire viti in materiale bioriassorbibile, utili in certe rare fratture articolari.
Fig.7: Placca in materiale plastico (PEEK), radiotrasparente (migliora la visibilità della frattura) e viti in titanio (avvitate sulla placca oltre che nell’osso, per una maggior tenuta)
In casi ancora piu gravi, quando la frattura intrarticolare del gomito non è ricostruibile, può rendersi necessaria la contemporanea sostituzione protesica (della parte omerale della articolazione) e la sintesi con placche e viti nello stesso intervento.
Fig. 8: La protesi metallica sostituisce la parte articolare fratturata in modo irricostruibile mentre le placche in titanio permettono la ricostruzione dei frammenti ossei intorno alla protesi (sede dei legamenti collaterali del gomito)
Mentre per trattamento delle mancate consolidazioni delle fratture (pseudoartrosi) si associano alle placche metalliche innesti ossei (da donatori) e fattori di crescita (gel piastrinico prelevato dal paziente stesso) grazie alla presenza in Istituto della Banca del Tessuto Muscolo Scheletrico.
Particolare attenzione si dedica alla rieducazione il più possibile precoce, grazie all’ausilio di tutori (fig.6) e apparecchiature motorizzate dedicate, nonché di avanzate tecniche di anestesia locoregionali continue, per permettere la mobilizzazione articolare senza dolore.
Fig. 9: Tutore di   immobilizzazione: permette graduale e progressivo aumento dell'arco di   movimento, grazie alla cerniera meccanica
Guarda il filmato in streaming (durata 25sec)

Attività di ricerca

Locandina Convegno "Stiffness and Osteochondritis dissecans", Settembre 2017La Struttura Complessa di Chirurgia della spalla e del gomito svolge con continuità fin dalla sua fondazione attività di ricerca e didattica. Partecipa infatti a numerosi studi clinici a livello nazionale e internazionale, ad esempio per il trattamento in ecografia della tendinopatia calcifica, per lo sviluppo di nuovi materiali di sintesi per le fratture dell’omero prossimale e del gomito, per l’inserimento delle protesi della spalla nel Registro della Implantologia Protesica Ortopedica (RIPO). Sono stati ideati e sviluppati numerosi brevetti, tra cui una miniplacca in titanio per la chirurgia riparativa della cuffia dei rotatori, un tutore postoperatorio per la spalla, una vite autofilettante in titanio per placca in materiale plastico. La struttura collabora costantemente con i laboratori per progetti di ricerca scientifica per migliorare le tecniche di sutura artroscopica dei tendini della spalla, per il perfezionamento dei modelli della protesi inversa e nel campo della medicina rigenerativa applicata alla riparazione dei tendini di scarsa qualità o irreparabili, per lo studio e la cura dell’osteoporosi.
L’attività didattica e formativa prevede la continua organizzazione di corsi e congressi sulle patologie della spalla e del gomito, con aggiornamenti sulle tecniche diagnostiche, chirurgiche e riabilitative più aggiornate, con la partecipazione di esperti nazionali e internazionali. In particolare il “Rizzoli Advanced Elbow Surgery Course” che coinvolge chirurghi esperti sulla chirurgia del gomito, e l’“Elbow factors” incentrato sugli aspetti riabilitativi, entrambi con cadenza biennale; collaborazione al master di 1° livello sulla “Chirurgia dell’arto superiore” organizzato dall’Università degli Studi di Bologna. Durante queste attività vengono utilizzate metodiche d'avanguardia, ad esempio inaugurando tra i primi in Italia, l'utilizzo di filmati chirurgici in 3D, al fine di fornire agli allievi e ai congressisti una visione delle strutture anatomiche molto più realistica rispetto alle metodiche tradizionali.
L’aggiornamento e la formazione continua di tutti i medici del reparto si realizza anche con l’attiva partecipazione ai vari corsi e congressi annualmente svolti a livello nazionale e internazionale, spesso in qualità di relatori o moderatori.

Contenuto aggiornato il 22/01/2018 - 12:43
Redazione contenuti: Dott. Enrico Guerra (enrico.guerra@ior.it)
Utilizza SharethisShareThis  Scrivi una email  Vai a facebook  Vai a twitter