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Vaccino anti COVID non aumenta rischio di artrite infiammatoria

Uno studio della Reumatologia del Rizzoli

10 Ottobre 2025

Uno studio del Rizzoli appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Seminars in Arthritis and Rheumatism fornisce dati rassicuranti sulla sicurezza dei vaccini contro il COVID-19 in relazione al possibile rischio di sviluppare malattie articolari autoimmuni o infiammatorie, come l’artrite reumatoide o l’artrite psoriasica.

La possibilità di indurre malattie autoimmuni è stata spesso temuta in relazione ai vaccini contro il Covid-19, sia per l’impiego di una tecnologia innovativa a RNA messaggero, sia per la rapidità con cui sono stati sviluppati e autorizzati.

Questa ricerca, condotta dalla Reumatologia dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna in collaborazione con il gruppo di Statistica Medica dell’Università di Milano-Bicocca, ha analizzato oltre 650.000 segnalazioni raccolte nel sistema di farmacovigilanza statunitense VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System). 

Lo studio ha valutato in particolare se casi di artrite fossero riportati con frequenza superiore dopo la vaccinazione anti-COVID-19 rispetto ad altri vaccini comunemente utilizzati. 

I risultati mostrano che, a fronte di oltre 403 milioni di dosi somministrate, sono stati riportati circa 13,8 casi di artrite infiammatoria per un milione di dosi, una frequenza sovrapponibile a quella osservata con altri vaccini e in linea con il rischio comune di sviluppare malattie come artrite infiammatoria.

I nostri risultati rafforzano la fiducia nei vaccini anti-COVID-19, confermandone il profilo di sicurezza anche rispetto a possibili eventi avversi di interesse reumatologico”, afferma il dottor Jacopo Ciaffi, primo autore dello studio.

Questi dati — aggiunge il responsabile della Reumatologia e coordinatore del gruppo di ricerca professor Francesco Ursini, — sono fondamentali per supportare un’informazione oggettiva e basata sull’evidenza scientifica. Grazie a grandi database di farmacovigilanza come lo statunitense VAERS, abbiamo a disposizione preziosi dati che ci permettono di sviluppare una ricerca dal valore tangibile”.

Qui il link alla pubblicazione scientifica.

Il Dr. Ciaffi e il prof. Ursini
Il dr. Jacopo Ciaffi (a sinistra) ed il prof. Francesco Ursini, rispettivamente dirigente medico e responsabile della struttura Medicina e Reumatologia del Rizzoli


 

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