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La protesi d'anca su misura per il paziente giovane

La degenerazione dell'anca nei pazienti giovani rappresenta una sfida clinica significativa, soprattutto quando l'acetabolo rimane intatto. L'artroplastica totale dell'anca (THA) viene spesso posticipata in questi pazienti a causa delle preoccupazioni relative alla longevità dell'impianto e alla necessità di molteplici revisioni. Sono quindi cruciali le alternative che preservano l'articolazione, come avviene quando l'intervento protesico riguarda solo la componente femorale.

Cos’è e a cosa serve

La protesi d’anca su misura per il paziente giovane è una soluzione chirurgica innovativa che consente di sostituire solo la componente femorale dell’articolazione, preservando la parte acetabolare quando non è danneggiata.
L’obiettivo è ridurre il dolore, correggere deformità e mantenere il più possibile l’anatomia naturale, rimandando o evitando una protesi totale d’anca.
 

Quando è indicata

Questa procedura è indicata in pazienti giovani (spesso sotto i 45 anni) con:

  • Dolore e limitazione funzionale dell’anca;
  • Alterazioni della testa del femore (es. necrosi, cisti subcondrali);
  • Deformità legate a disturbi dello sviluppo;
  • Patologie focali con acetabolo ancora integro.

In questi casi, una protesi totale tradizionale può essere meno indicata per il rischio di revisioni nel corso della vita.

Un approccio personalizzato

Presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli è stata sviluppata una tecnica innovativa che prevede:

  • Progettazione su misura della protesi femorale;
  • Utilizzo di tecnologia di stampa 3D;
  • Realizzazione in titanio biocompatibile;
  • Pianificazione con imaging avanzato (TC).

Questa soluzione permette una ricostruzione anatomica precisa, riducendo l’impatto sull’articolazione.

Fotografia dell'impianto stampato in 3D e Modello in plastica della testa del femore con la mini-protesi in situ
Fig. 1a: Fotografia dell'impianto stampato in 3D. La superficie è in titanio lucidato, mentre la parte interna ha una forma conica per migliorare il fissaggio primario all'interno dell'osso. Fig. 1b: Modello in plastica della testa del femore con la mini-protesi in situ, corredato dalla relativa strumentazione.

L’intervento chirurgico

L’intervento è mirato e meno invasivo rispetto a una protesi totale.
I passaggi principali includono:

  • Accesso chirurgico all’anca;
  • Preparazione mirata della testa del femore;
  • Utilizzo di guide personalizzate per il corretto posizionamento;
  • Inserimento della mini-protesi con eventuale cemento osseo;
  • Controllo radiografico finale.

La durata dell’intervento è generalmente inferiore a 45 minuti.

Fasi del processo di impianto

Fasi del processo di impianto
Fig.3 Fasi del processo d'impianto

Il recupero post-operatorio

Il recupero è generalmente rapido:

  • Mobilizzazione già dal giorno successivo;
  • Carico sull’arto operato dopo circa 2–3 settimane;
  • Avvio di un programma riabilitativo personalizzato.

Il percorso include esercizi per:

  • Migliorare la forza muscolare;
  • Ripristinare la corretta deambulazione;
  • Prevenire squilibri funzionali.

Risultati attesi

I dati clinici disponibili mostrano:

  • Riduzione significativa del dolore;
  • Recupero della mobilità articolare;
  • Ritorno alle attività quotidiane e sportive;
  • Buona stabilità dell’impianto nel tempo.
Radiografia di controllo
Fig.3 Immagini di controllo dell'anca operata. Radiografia anteroposteriore al follow-up a 3 anni. 
Si osserva un contorno continuo tra la cartilagine naturale e la protesi, senza gradini visibili.

Nel caso clinico documentato, un paziente di 29 anni ha recuperato una funzione completa senza dolore già nei primi anni dopo l’intervento, senza segni di complicanze o usura (Case Reports in Orthopedics, 2026; 2026:7835150).

Vantaggi della protesi su misura

  • Preservazione dell’acetabolo;
  • Minore invasività chirurgica;
  • Migliore adattamento anatomico;
  • Possibilità di rimandare una protesi totale;
  • Recupero funzionale rapido.

Limiti e considerazioni

Non tutti i pazienti sono candidabili. L’indicazione dipende da:

  • Estensione del danno articolare;
  • Condizioni dell’acetabolo;
  • Età e livello di attività;
  • Valutazione specialistica.

Il follow-up nel tempo è fondamentale per monitorare la durata dell’impianto.

Bibliografia

D. M. Donati, B. Spazzoli, R. Laranga, D. Monopoli, Hip Hemi-Resurfacing With 3D-Printed Titanium Mini-Prosthesis: A Case Report, Case Reports in Orthopedics, First published: 14 March 2026 https://doi.org/10.1155/cro/7835150 
 

Autori: prof. Davide M. Donati, direttore, e Roberta Laranga, biotecnologa, collaboratore tecnico professionale - Clinica Ortopedica e Traumatologica III a prevalente indirizzo oncologico
Scheda revisionata il: 15 maggio 2026

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