In avvio al Rizzoli studio clinico dedicato al trattamento della monoartrite infiammatoria
June 8th, 2026Le artriti croniche sono patologie muscoloscheletriche che provocano spesso dolori costanti fino a risultare invalidanti. Interessano circa il 2,5% della popolazione generale, in Italia circa un milione e mezzo di persone, e sono solitamente trattate con terapie infiltrative o con terapie immunosoppressive, qualora le infiltrazioni non risultino efficaci.
Con il progetto ADVENTURE - Advancing Discoveries in Vascular Embolization for New Treatments in Rheumatology - i ricercatori dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli avviano lo studio di una tecnica che prevede un trattamento localizzato e preciso: l’embolizzazione transarteriosa (TAE). La TAE parte da un principio relativamente semplice: quando un’articolazione è infiammata, aumentano anche i piccoli vasi sanguigni che portano nell’area cellule e nutrienti responsabili del mantenimento dell’infiammazione. Attraverso una piccola incisione sulla pelle vengono introdotti nei vasi arteriosi sottilissimi tubicini, chiamati microcateteri, e guidati fino alla zona da trattare. Una volta raggiunta l’articolazione infiammata, vengono quindi rilasciate microparticelle che occludono temporaneamente e in modo mirato il flusso di sangue verso l’area infiammata, ‘togliendo carburante’ al processo infiammatorio.
ADVENTURE è uno dei 4 progetti del Rizzoli finanziati nell'ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute, vede come PI (Principal Investigator, cioè ricercatore capo progetto) Jacopo Ciaffi della Medicina e Reumatologia del Rizzoli diretta dal professor Francesco Ursini, come Co-PI il responsabile della Radiologia interventistica angiografica Giancarlo Facchini e al progetto collabora il dottor Giuliano Peta della Radiologia diagnostica e interventistica dell’Istituto.
Si tratta di uno studio clinico randomizzato volto a raccogliere dati per valutare l'efficacia e la sicurezza della TAE nel trattamento della monoartrite infiammatoria resistente alle terapie convenzionali.
“Confidiamo la TAE rappresenti un cambio di paradigma nella gestione delle artriti localizzate — dichiara il Prof. Francesco Ursini, co-coordinatore scientifico del progetto. — Con questa metodica l’obiettivo è offrire ai pazienti un approccio anatomicamente mirato, in linea con i principi della medicina di precisione, senza le problematiche legate all'immunosoppressione sistemica”.
“Il progetto ci permette di valutare una risposta scientifica rigorosa a un bisogno clinico ancora largamente insoddisfatto — aggiunge il Dr. Jacopo Ciaffi. — I pazienti con monoartrite infiammatoria sono spesso esclusi dai grandi trial clinici, e questo crea un vuoto di evidenza scientifica che vogliamo colmare con un disegno sperimentale di alto livello”.
“Dal punto di vista tecnico, la TAE è una procedura minimamente invasiva che eseguiamo in sala angiografica con elevata precisione — sottolinea il Dr. Giancarlo Facchini. — I dati preliminari che stiamo raccogliendo al Rizzoli ci incoraggiano a credere che questa tecnica possa diventare uno strumento stabile tra le possibilità terapeutiche della reumatologia”.
Il progetto ADVENTURE prevede l'arruolamento di 30 pazienti con monoartrite di grandi articolazioni (polso, gomito, spalla, caviglia, ginocchio, anca) nell'arco di 36 mesi.
La tecnica di embolizzazione transarteriosa è stata inoltre presentata al congresso mondiale su osteoporosi e osteoartrite, tenutosi a Praga in aprile: nella sessione moderata dal Prof. Francesco Ursini con il Prof. Alberto Migliore, Responsabile della Reumatologia dell'Ospedale Fatebenefratelli San Pietro (Roma), il Dr. Jacopo Ciaffi e il Dr. Giancarlo Facchini hanno illustrato l'evidenza clinica della TAE nell'osteoartrite.