Progetto di ricerca che studia il contributo dell’innervazione periferica all’aggressività dell’osteosarcoma per lo sviluppo di nuove possibilità terapeutiche
28 Ottobre 2026Oggi, mercoledì 28 ottobre, la dottoressa Gemma Di Pompo, ricercatrice del Laboratorio di Scienze e Tecnologie Biomediche e Nanobiotecnologie dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, è stata invitata a partecipare alla cerimonia di apertura de “I Giorni della Ricerca” della Fondazione AIRC al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La dottoressa Di Pompo ha ottenuto un finanziamento AIRC con il My First AIRC Grant di circa 468mila euro per un progetto di ricerca quinquennale dedicato all’osteosarcoma, in particolare allo studio del ruolo dell’innervazione periferica nel supportare l’aggressività di questo raro tumore.
La ricerca, avviata a gennaio 2026, nasce da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of experimental & clinical cancer research che vede Gemma Di Pompo prima autrice. L’articolo ha dimostrato per la prima volta che i nervi reclutati e favoriti dal microambiente dell’osteosarcoma promuovono attivamente la progressione della malattia.
Lo studio, finanziato da AIRC e svolto al Rizzoli dal team guidato dalla dott.ssa Di Pompo presso il Laboratorio di Scienze e Tecnologie Biomediche e Nanobiotecnologie, si avvale anche della collaborazione con l’Anatomia e istologia patologica dell’Istituto, l'Università di Southampton e l'Università di Nantes. L’obiettivo principale è quello di approfondire i meccanismi cellulari e molecolari alla base del dialogo bidirezionale fra nervi e osteosarcoma, per comprendere se farmaci già esistenti ed efficaci nel trattamento di altre patologie di origine non oncologica possano risultare efficaci anche nell’interruzione di questo asse neuro-tumorale.
I risultati aprirebbero la strada a nuove prospettive terapeutiche per il trattamento dell’osteosarcoma, neoplasia rara ma che rappresenta il tumore maligno primitivo dello scheletro più frequente con un’incidenza di circa 3,4 casi per milione di persone all’anno, per lo più giovani tra i 10 e i 30 anni.